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WORK IN PROGRESS


BiOROom:

BIOLOGICO:

“Garantire i consumatori con la Tracciabilità”

Noi di Anabio, assieme agli altri soggetti del tavolo della filiera del biologico, abbiamo contribuito all’elaborazione e alla definizione del “Piano Strategico Nazionale per lo sviluppo del sistema biologico”, che ha l’ambizione di consentire una crescita quantitativa del settore armonica e coordinata.

Con il Piano Strategico Nazionale crediamo e vogliamo che il biologico esca definitivamente dall’assioma di “nicchia” e diventi “paradigma produttivo”, realmente popolare, in grado di assumere la connotazione di vero e proprio “mainstream” attraverso una concreta e fattiva progettualità.

Il documento necessita ora di essere attuato, tramite le dieci “azioni” in cui si articola, con specifici interventi sia da parte delle Regioni che del Ministero delle Politiche agricole.

In “BiOROom” abbiamo dedicato uno specifico spazio di approfondimento e discussione al tema della “Strategia nazionale per lo sviluppo dell’agricoltura biologica” intesa come “Work in Progress”

Il confronto inizia affrontando la questione della “Tracciabilità” dei prodotti biologici: un aspetto sostanziale per il futuro del settore.

Il Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, dopo la conclusione del G7 di Niigata, ha affermato che la “tracciabilità degli alimenti è fondamentale nell'era digitale in quanto consente di promuovere al meglio la sicurezza alimentare globale e lo sviluppo agricolo locale”.

Ha inoltre aggiunto che “l’era digitale impone ai modelli agricoli un salto di qualità non solo nel modo di produrre, ma anche nel rapporto produttori-consumatori. Vogliamo infatti sviluppare tecnologie per chiarire meglio le caratteristiche delle nostre produzioni, la loro qualità, i luoghi e i metodi di lavorazione. Per questo motivo lavoriamo per irrobustire la tracciabilità degli alimenti. La lotta al falso e alla contraffazione, che tocca l'Italia da vicino, è fondamentale per non indebolire il rapporto tra cittadini e agricoltori”.

La tracciabilità del biologico deve essere finalizzata a evitare che “false certificazioni” consentano la commercializzazione di “falsi prodotti biologici”. Questo obiettivo si può raggiungere più facilmente realizzando una “piattaforma telematica” in cui i diversi Organismi di certificazione possano realmente dialogare tra loro e accedere ai Piani annuali produttivi (Pap) degli altri Odc al fine di poterne verificare la congruità.

Consapevoli che da circa due anni Federbio, in collaborazione con Accredia, ha lavorato alla realizzazione della FEDERBIO INTEGRITY PLATFORM in conformità di quanto previsto dall’articolo 27 del REG 834/07 che in materia di “Sistema di controllo” afferma che “gli Stati membri provvedono affinché il sistema di controllo istituito permetta la tracciabilità di ogni prodotto in tutte le fasi della produzione, preparazione e distribuzione”, vogliamo sottoporre primariamente all’attenzione delle Istituzioni, e in secondo luogo ai diversi soggetti della filiera, alcune considerazioni di merito.

Il lavoro di costruzione realizzato da Federbio-Accredia deve essere rapidamente utilizzato, rimuovendo gli ostacoli che ne impediscono l’immediato dispiegamento.

Non ci appassiona particolarmente il conflitto sul requisito di strumento privato piuttosto che pubblico. Chiediamo, invece, che i costi per il funzionamento del sistema siano a carico dell’Amministrazione Pubblica, trattandosi di un servizio a beneficio soprattutto dei consumatori.

Auspichiamo che da parte degli Organismi di certificazione ci sia la piena disponibilità a mettere le informazioni sulla propria attività a disposizione del sistema. Ogni resistenza a tale obiettivo dovrà essere rapidamente rimossa dalle autorità pubbliche del sistema.

Con questo primo articolo sul tema della “tracciabilità”, ribadiamo la volontà a voler realizzare uno spazio aperto di reale confronto sulle nostre osservazioni, che sottoponiamoalle autorità competenti e agli altri soggetti imprenditoriali della “filiera dei prodotti biologici”. Convinti come siamo che l’istituzione di una “piattaforma telematica” unica possa diventare uno strumento efficace per la prevenzione delle frodi nel settore e, quindi, garanzia -sia per i consumatori che per i produttori- di un mercato dei prodotti bio trasparente ed efficiente.

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Commenti
Paolo Carnemolla

In qualità di Presidente di FederBio desidero ringraziare gli amici di ANABIO-CIA per questa loro chiara presa di posizione e bella iniziativa rispetto a un percorso avviato dalla federazione con la collaborazione fondamentale di ACCREDIA, con l'unico obiettivo di consentire al sistema di certificazione, ovvero a tutti gli attori privati e pubblici che questo sistema compongono, di poter operare anzitutto in prevenzione nel contrasto alle frodi. Imparando da quello che è accaduto in questi anni e mettendo in valore quella che è la peculiarità delle produzioni biologiche anche quando si tratta di materie prime, ovvero la presenza di un sistema di certificazione che parte dal seme e arriva fino sugli scaffali della distribuzione. L'urgenza e l'utilità di questo strumento è stata purtroppo confermata di recente dall'ennesima, rilevante frode che ha riguardato i frumento duro italiano, che non si è potuta evitare proprio perché ancora una volta non c'è stato uno scambio di informazioni in tempo reale e tracciato fra i diversi organismi di certificazione operanti sulla medesima filiera e una gestione efficace della tracciabilità fino al campo da parte delle imprese. Come avete scritto voi, ritardare l'applicazione di questo strumento, già disponibile, per aprire un dibattito sulla natura pubblica o privata dello stesso in un Paese come l'Italia e nel pieno della riforma organizzativa del SIAN significa semplicemente dichiarare la volontà di non fare nulla. Esattamente quello che i "frodatori seriali" aspettano per continuare a lucrare sugli agricoltori bio onesti mettendo a rischio tutto il settore. Noi non ci stiamo.


Modesto Urti

Come azienda Bio sono molto d'accordo alla trasparenza della traciabilita di tutta la filiera ma un punto di critica la faccio ma il prodotti esteri chi li controlla , questo e il vero male





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