ALIMENTARE: BENE MAXI-SEQUESTRO SOIA BIO TOSSICA. SOTTO ATTACCO DELLE FRODI UN COMPARTO CHE VALE 3 MILIARDI L’ANNO


La Cia commenta l’operazione congiunta di Guardia di Finanza di Pesaro e Ispettorato Repressione Frodi del Mipaaf che ha portato alla confisca di 800 tonnellate di semi di soia oltre alle 340 tonnellate di panello e olio di colza contaminati. Nel mondo il giro d’affari del segmento raggiunge quota 55 miliardi di dollari. Indispensabile lavorare sulla trasparenza e intensificare i controlli, soprattutto sui prodotti biologici importati da Paesi terzi non in equivalenza.

Continuano gli attacchi della pirateria a uno dei segmenti più dinamici dell’agroalimentare. Nonostante la crisi, infatti, il biologico continua ad accrescere il suo “appeal”, tanto che oggi tre italiani su quattro dichiarano di acquistare prodotti bio almeno una volta al mese. Ma è proprio lo stato di salute crescente di questo segmento a “fare gola” ai professionisti del falso. Ecco perché sono molto importanti operazioni come il maxisequestro di stamattina ad opera della Guardia di Finanza e dell'Ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole, che ha portato alla confisca di 800 tonnellate di semi di soia provenienti dall’India e di 340 tonnellate di panello e olio di colza turchi, falsamente certificati come “bio” e contaminati da sostanze fitosanitarie nocive. Ora più che mai è necessario mantenere alta l’attenzione sul settore, intensificando i controlli soprattutto sui prodotti importati da Paesi terzi non in equivalenza. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

In Italia la spesa per il “bio” è aumentata nel 2012 del 7,3 per cento, mettendo a segno il settimo aumento tendenziale consecutivo -sottolinea la Cia-. E alimentando così un giro d’affari che in Italia vale 3 miliardi di euro, ma che a livello mondiale ha raggiunto la quota di 55 miliardi di dollari l’anno.

Ma proprio perché si tratta di un mercato in continua espansione -osserva la Cia- il settore del biologico è sempre più spesso vittima di truffe di questo genere. Per questo, oggi bisogna lavorare sulle regole e prevedere politiche “ad hoc” che controllino i mercati. Bisogna adottare “tolleranza zero” nei confronti di chi mette a rischio la sicurezza alimentare dei consumatori e mina la credibilità dell’intero sistema agroalimentare nazionale. E’ indispensabile, per questo, inasprire sanzioni e pene -continua la Cia- e lavorare sulla trasparenza in tutti i passaggi della filiera.

Soprattutto sono necessari più controlli sui prodotti importati dai Paesi non in equivalenza, dove cioè i metodi di produzione biologica e gli organi di controllo non sono ritenuti equivalenti ai nostri, prestando ancora più attenzione ad autorizzazioni e certificati di conformità degli importatori.

Visite: 1530

Seguici su


SEDE NAZIONALE

Via Mariano Fortuny, 20 - 00196 Roma

Presidente: Giuseppe De Noia

Direttore:

Telefono: (+39) 06.326871 Email: anabio@cia.it

Visualizza tutte le Sedi