IL BIOLOGICO E' OLTRE LA CRISI, IL WORKSHOP DI CIA E ANABIO PER "TORINO BIO": +19% DA INIZIO ANNO


L'iniziativa alla Galleria San Federico nell'ambito delle "Green Weeks": la spesa "verde" che guarda alla sostenibilità ambientale è in costante crescita da 15 anni. Molto bene anche il mercato delle Dop e delle Igp. Il presidente Scanavino: "E' un traino fondamentale per il settore primario".

I consumatori sono molto più attenti e consapevoli di un tempo. L'attenzione al "green" fa breccia anche al momento di fare la spesa ed ecco che le vendite "bio" bruciano record su record, mentre gli agricoltori italiani proseguono in modo serrato la conversione colturale da convenzionale a biologico. Tra l'altro questo comporta, in fase produttiva, una riduzione di circa il 25% di energia. Il mercato del biologico tira, non c'è dubbio: nei primi 4 mesi del 2016 si registra un nuovo incremento del 19% del fatturato. Dati, numeri e tendenze sono emerse nel workshop promosso da Cia-Agricoltori Italiani e Anabio all'interno di "Torino Bio", la rassegna organizzata nella suggestiva location di Galleria San Federico e che rientra nel palinsesto più ampio di "Green Weeks".

La costante crescita della domanda di prodotti da agricoltura biologica dal 2000 a oggi -hanno spiegato Cia e Anabio- ha mutato la geografia produttiva italiana: oltre l'11% della superfice coltivata utilizza questo metodo di produzione e sono cresciuti sensibilmente i volumi delle derrate da immettere sul mercato, dove le risposte positive non sono arrivate solo dall'interno ma anche nell'export con valori incoraggianti. Non è un caso se le stime indichino come un italiano su 5 prediliga l'acquisto di prodotti da agricoltura "bio" e uno su dieci inserisca nella propria busta della spesa, ogni mese, almeno un prodotto biologico: latte, uova, vino, frutta e verdura in testa alla lista delle preferenze. Tradotto, parliamo di un segmento dal fatturato pari a 2,1 miliardi di euro, che sale a 2,5 aggiungendo la voce "food-service" (ristorazione e bar).

A conti fatti, in un quadro complesso e problematico dell'agricoltura italiana -si è detto nel corso del workshop- sono due gli elementi di particolare positività: da una parte la crescita del biologico e dall'altra il buon riscontro sugli acquisti dei prodotti IG (indicazione d'origine certifica e garantita a livello europeo). Questo è sinonimo di una tendenza che vede il nuovo consumatore più orientato verso prodotti "environmentally correct" e che vuole vederci chiaro sull'origine del cibo che acquista.

"I numeri sono incontrovertibili e ci dicono -ha spiegato il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino- che il comparto del biologico è un traino importante per tutto il settore, una delle tendenze positive assieme al mercato dei prodotti a marchio d'origine garantita come Dop e Igp, che valgono 13,5 miliardi d'euro l'anno. Segmenti che spingono il settore primario ma che al momento non bastano, perché se allarghiamo l'orizzonte dobbiamo anche dire che l'agricoltura italiana nel suo complesso è attraversata da molte difficoltà di mercato e di competitività, con molte filiere di qualità ma in grande sofferenza, prezzi sui campi in caduta libera (-20% in media) e costi di produzione e burocratici alle stelle".

BIOLOGICO IN CIFRE

Struttura produttiva

  • 55.433 operatori biologici con una crescita, nell'ultimo anno, del 6%.
  • Tra foraggio, pascoli, cereali e oliveti e vigneti, circa 1,4 milioni di ettari coltivati a Bio, oltre l'11% della SAU nazionale e una crescita annua del 6%.
  • Non solo produzioni vegetali ma anche zootecnia, con l'allevamento di suini e pollame in crescita di circa 15 punti percentuali.

Mercato

  • Tra distribuzione organizzata e negozi specializzati, nel 2014 (ISMEA) il mercato italiano del biologico ha espresso un valore al consumo superiore ai 2,1 miliardi di euro.
  • Una stima destinata a superare i 2 miliardi e mezzo se si considerano le vendite della ristorazione, dei bar e del food-service.
  • In crescita da oltre 10 anni, con gli acquisti aumentati in valore dell'11% nel 2014 (nello stesso anno gli acquisti convenzionali sono calati dello 0,2%). In particolare: cereali +19%, ortaggi +14%, uova e lattiero-caseari +5%; pasta +21%.
  • Anche all'origine il Bio paga di più. Dall'analisi dei prezzi di alcuni prodotti appartenenti a diverse filiere, si evince che nel corso del 2015 si è registrata una crescita superiore a quella dei prodotti convenzionali.


Dinamiche dei prezzi all'origine di alcuni prodotti bio e dei corrispondenti convenzionali (variazioni % 2015/2014)


PRODOTTI A IG IN CIFRE

- Il fatturato complessivo sfiora i 13,5 miliardi di euro;

- Sono 282 prodotti certificati Dop e Igp e 523 vini;

- Il valore dell'export ammonta a 7,1 miliardi di euro.

anabio cia workshop Torino Bio

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